l’erba bagnata
Bestemmi contro le perle di fiume
nate dalle lacrime di ofelia la pazza;
tu aspetti ancora il bianco
del mio lenzuolo d’estate.
Quando si parlava di Annuccia ci si scolorivano un po’ a tutti le guance.
nessuno piangeva perché ormai erano passati un paio d’anni dal disastro di monte romito; ricordare ricordare diceva il prete il giorno dell’inumazione, ricordare ricordare ricordare. e allora anche lui che non sapeva proprio che dire mentre predicava questo e quello, tirava fuori strane idee del tipo che dopo la vita c’era un po’ di dolore (ma era talmente poco che quasi non si sentiva- come diceva lui) e poi si andava in un posto proprio bello dove ti potevi sdraiare sulle nuvole e non avevi nessuno a romperti le palle, insomma. un posto così. ogni volta che comparivano dei capelli rossi io ho sempre pensato a lei quando disegnava sulla sabbia, è così che ho scontanto la mia pena; perché ricordare ricordare ricordare, diceva il prete, e io allora ricordai. magra consolazione.
del disastro di monte romito non si parla nemmeno più, in realtà. tutto è come prima anche se adesso Annuccia non c’è perché si è buttata dallo scoglio a picco sul mare.
tutti dicono che non ci stava col cervello,
secondo me invece voleva solo fare un tuffo;
ma aveva preso male la mira.